26000 GIORNI
Per portarti in mare aperto in terre mai viste
in chiese o in supermercati dove noi
non ci siamo mai inginocchiati sempre troppo impegnati
a cercare cose giuste nei posti sbagliati
sugli alberi che muoiono in piedi
nel centro degli uragani
ci sono anche se non mi vedi
va bene ti raggiungerò a piedi
siamo come quegli animali che nei posti più impervi ci fanno i nidi
nei paesi sotto i vulcani
sulle statue nascoste dai rami
siamo diventati adulti per tentativi
persi nel regno dei cieli come le zanzare tigri
nei posti più assurdi ci facciamo i nidi
abbiamo 26000 giorni
Per portarti in mare aperto in terre mai viste
per portarti in mezzo ai campi a vedere la notte illuminata
dai lampi e dai tuoi capelli fluorescenti
su di noi è tranquilla la furia degli elementi
come sugli alberi che muoiono in piedi
sulle strade chiuse per lavori
sorpresi di essere vivi
hai perso tutto sei lì che ridi
siamo come quegli animali che nei posti più impervi ci fanno i nidi
Abbiamo 26000 giorni
visti dai satelliti siamo insetti lievi e provvisori fiori tra i fiori
in città che ignorano le stagioni
estranee ai ritmi naturali
no non nascondere le ali
puoi leggermi nei pensieri
siamo animali strani
abbiamo poteri
abbiamo poteri soprannaturali
abbiamo 26000 giorni
siamo qui per rivelarci non per nasconderci
abbiamo 26000 giorni
siamo qui per rivelarci non per nasconderci
CI ABBRACCIAMO
Passeranno uomini e animali
alberi e tornadi
lampi e arcobaleni
quello che non volevi
spariranno con gli effetti speciali
anche le persone normali
voleranno le volanti
gli stormi di migranti
tra i vicoli ciechi
tra i viali alberati davanti agli uffici
si apriranno i mari amore in mezzo agli edifici
scoppieranno incendi
a fare luce e danni
le stagioni passano sui tuoi campi
avremo tutto avremo tutto
tra diecimila anni
finiranno le notti insonni
i bambini sono già diventati grandi
i fiori che guardi
continuano implacabili a non vederci
tra miracoli e cose normali
e canzoni che sono richiami
richiami per gli esseri umani
passeranno i treni, gli aerei,
passerà un’astronave
non te ne vuoi andare
sei lì che combatti
questo Paese ha bisogno di gente piena di dubbi
bruceranno altri alberi
moriranno felici
dici peccato che il cemento non bruci
adesso spegni le luci amore spegni le luci
ci abbracciamo io e te
e non sappiamo
più in che epoca siamo
quando ci abbracciamo
amate e fate quello che volete
non aspettate
tra miracoli e cose normali
e canzoni che sono richiami
richiami per gli esseri umani
ci abbracciamo io e te
e non sappiamo
più in che epoca siamo
quando ci abbracciamo
cambieranno le mode, cambieranno i lavori, ti faremo sapere
intanto puoi sorridere alle mille telecamere nuove
installate alla stazione
amate e fate quello che volete
CITTÀ APERTA
Quando ci siamo conosciuti era come se già conoscessi i miei segreti
e i nostri maestri avevano gli stessi nomi di cantanti morti
Sono passati gli anni quando dormi non stringi più i denti
adesso i nostri maestri sono diversi
dal primo bagno in mare all’ultimo bagno nel fiume
non posso restare devo andare la mia vita è altrove
grida una voce altissima dentro di me il tuo nome
continui a fare del bene continui a farti del male
Ma bastava stare assieme sui colli euganei
e solo stare attenti ai cinghiali e alle stelle cadenti
Stare attenti stare attenti
Hai scritto mi affido a te Gesù a un incenso blu
a un altare misto come nei templi indù
c’è di tutto dentro tutto è sacro
e il santo a Mysore sembrava un mangiatore di fuoco
adesso ti chiamano professoressa non sei più la stessa
ma fai ancora i bagni al fiume raccogli le pietre, i fiori e le piume
Per dormire vuoi una registrazione delle onde del mare o quella di un temporale
hai preso due lauree e altre strade
ma bastava stare assieme sui colli euganei
e solo stare attenti ai cinghiali e alle stelle cadenti
Stare attenti stare attenti
Il tuo cuore è senza confini coperchiato come Notredame a fuoco
hai lasciato Parigi
Parigi l’hai persa come nel 1940 l’hai lasciata alla Wermacht
Parigi città aperta
mi hai scritto ti vedo diventare padre e fare perdere le tue tracce
ti vedo scrivere su un treno o in un bar cantando sottovoce
e ancora agitarti cercando la pace
per sempre agitarti cercando la pace
Ma bastava stare assieme sui colli euganei
e solo stare attenti ai cinghiali e alle stelle cadenti
stare attenti stare attenti
ci sarò sempre per te
attraverso le ere cosmiche
da una vita all’altra
infrangendo leggi fisiche
ci sarò sempre per te
PAESAGGIO DOPO LA BATTAGLIA
Italia in tangenziale alle sette di mattina
verso l’America su una barca alla deriva
o lì che aspetta appena fuori dalla chiesa
Italia in fila indiana a fare la spesa
scende dalla montagna senza divisa
corre tra gli spari o in bicicletta tra le macchine in missione per una multinazionale
Italia in rianimazione
non riesce a respirare
sotto la neve per chi suonano le campane
sotto la macerie si sente ancora chiamare un nome
Italia maledetta
Italia benedetta
Italia solitaria
nel paesaggio dopo la battaglia
Italia senza bandiere
porti chiusi in mezzo al mare
dietro un masso sempre pronta a resuscitare
perché non riesce a dormire
Italia mille governi mille profeti
figli con i nomi di santi
morti di fame tutti i poeti e quelli che non si sono mai inginocchiati
Italia sotto cieli struggenti
tra ristoranti e cuori sempre aperti
Italia tra carceri affollati scavi interrotti
concesse le visite ai parenti
Italia benedetta
Italia maledetta
Italia solitaria
nel paesaggio dopo la battaglia
hanno trovato dei reperti
non volevo svegliarti
dove vedi ipermercati ci saranno deserti
rose dei venti e noi sconfitti e contenti
lunghi silenzi fino alle alpi
terremoti mare calmo e tormenti
poi sorriderti in mezzo ai templi
sulla porta d’Europa rovinata dai decreti e dai venti finalmente rivederti
Italia maledetta
Italia benedetta
Italia solitaria
nel paesaggio dopo la battaglia
MEZZA NUDA
Hai provato a scappare volevi andare più lontano
ma eri su un interregionale direzione Milano
lì la gente per strada si affrettava
spinta da un’ansia incomprensibile di arrivare a casa
nella tua via c’è la statua illuminata della Vergine Maria
il Padre il figlio lo spirito santo sul cavalcavia
tra sacre scritture e fogli di via
hai sentito la pace che esce dalle finestre di casa mia
volevi respirare piano l’aria di Milano
dove tutto è più incasinato tutto è più chiaro
sei arrivata al capolinea come fossi sulla luna
ti ricorderò così mezza nuda quella notte in Bovisa
sotto una cattiva stella eri la più luminosa
eri allegra quando sei andata via di casa senza chiedere scusa
ti dovevi salvare
quando hai deciso di lanciarti il mare si è aperto per lasciarti passare
le leggi dell’universo non sono quelle di questa città
non confondere le nostre brevi vite con l’eternità
ricordi il piazzale dietro casa dove ballavi da sola
il monumento ai caduti morti per noi sulla collina
eri così magica e così insicura
con una chitarra economica ti aprivi la gabbia toracica
usciva la musica
sembravi benedetta
sembravi una tossica
quando cantavi la città restava zitta
ma poi ti ho visto sorridente sulla copertina di un giornale
in radio in televisione ti ho sentito
ti ho sentito cantare
le leggi dell’universo non sono quelle di questa città
non confondere le nostre illusioni con la felicità
sei arrivata al capolinea come fossi sulla luna
ti ricorderò così mezza nuda quella notte in Bovisa
sotto una cattiva stella eri la più luminosa
eri allegra quando sei andata via di casa
ti dovevi salvare e il mare si è aperto per lasciarti passare
le leggi dell’universo non sono quelle di questa città
non confondere le nostre brevi vite con l’eternità
DUE ANIMALI IN UNA STANZA
Mi sono incastrato nei tuoi orecchini
svegliato accanto a te che dormivi
ti ho visto vestita bene vestita male e felice
ho decifrato richieste criptate dal tono della tua voce
e mi hai ascoltato quando stavo zitto
dopo avere cantato in giro
non voglio vedere più nessuno
andiamo a sentire cos’ha da dire quella cascata fuori Milano
mentre precipita nel lago
superano i miei dubbi i tuoi capelli neri, diventati chiari
i tuoi occhi sempre azzurri non si sa da chi li hai presi
facciamo un safari senza prendere più aerei
anche sul pianeta terra tutto cambia
forse ci sarà una guerra per l’acqua
ma noi due a dire ancora ancora ancora
No non è più come prima
evviva non è più come prima
evviva
come due animali in una stanza
nella mia casa sommersa
la tua valigia sempre pronta sulla porta aperta
le mie cose con le tue cose
le confondevi mentre me le tiravi
poi sei tornata la qualità dell’aria è migliorata
ma i miei spazi la mia libertà
i tuoi progetti le tue priorità
la mia follia rivendicata
ti ritrovo nel letto addormentata
anche sul pianeta terra tutto cambia
forse ci sarà una guerra per l’aria
ma noi due a dire ancora ancora ancora
No non è più come prima
evviva non è più come prima
evviva
no non è più come prima
forse è ancora meglio di prima
ancora ancora ancora ancora
ADRIATICO
Tra centinaia e centinaia di file
sotto il sole ti riuscirò a ritrovare
gridando il tuo nome
in questo reame fatto con la sabbia
portata qui con i camion dal fiume
gli altri stanno per arrivare
sono nel traffico fermi immobili lì a cantare
che la nostra vita sia splendida
come quest’acqua resti torbida
resti torbida
nel mare adriatico da ubriaco ti benedico
nel mare