VASCO
BRONDI

DISCOGRAFIA · TESTI E TRACKLIST

PAESAGGIO DOPO LA BATTAGLIA

  1. 26000 giorni
  2. Ci abbracciamo
  3. Città aperta
  4. Paesaggio dopo la battaglia
  5. Mezza nuda
  6. Due animali in una stanza
  7. Adriatico
  8. Luna crescente
  9. Chitarra nera
  10. Il sentiero degli Dei

26000 GIORNI

Per portarti in mare aperto in terre mai viste in chiese o in supermercati dove noi non ci siamo mai inginocchiati sempre troppo impegnati a cercare cose giuste nei posti sbagliati sugli alberi che muoiono in piedi nel centro degli uragani ci sono anche se non mi vedi va bene ti raggiungerò a piedi siamo come quegli animali che nei posti più impervi ci fanno i nidi nei paesi sotto i vulcani sulle statue nascoste dai rami siamo diventati adulti per tentativi persi nel regno dei cieli come le zanzare tigri nei posti più assurdi ci facciamo i nidi abbiamo 26000 giorni Per portarti in mare aperto in terre mai viste per portarti in mezzo ai campi a vedere la notte illuminata dai lampi e dai tuoi capelli fluorescenti su di noi è tranquilla la furia degli elementi come sugli alberi che muoiono in piedi sulle strade chiuse per lavori sorpresi di essere vivi hai perso tutto sei lì che ridi siamo come quegli animali che nei posti più impervi ci fanno i nidi Abbiamo 26000 giorni visti dai satelliti siamo insetti lievi e provvisori fiori tra i fiori in città che ignorano le stagioni estranee ai ritmi naturali no non nascondere le ali puoi leggermi nei pensieri siamo animali strani abbiamo poteri abbiamo poteri soprannaturali abbiamo 26000 giorni siamo qui per rivelarci non per nasconderci abbiamo 26000 giorni siamo qui per rivelarci non per nasconderci

CI ABBRACCIAMO

Passeranno uomini e animali alberi e tornadi lampi e arcobaleni quello che non volevi spariranno con gli effetti speciali anche le persone normali voleranno le volanti gli stormi di migranti tra i vicoli ciechi tra i viali alberati davanti agli uffici si apriranno i mari amore in mezzo agli edifici scoppieranno incendi a fare luce e danni le stagioni passano sui tuoi campi avremo tutto avremo tutto tra diecimila anni finiranno le notti insonni i bambini sono già diventati grandi i fiori che guardi continuano implacabili a non vederci tra miracoli e cose normali e canzoni che sono richiami richiami per gli esseri umani passeranno i treni, gli aerei, passerà un’astronave non te ne vuoi andare sei lì che combatti questo Paese ha bisogno di gente piena di dubbi bruceranno altri alberi moriranno felici dici peccato che il cemento non bruci adesso spegni le luci amore spegni le luci ci abbracciamo io e te e non sappiamo più in che epoca siamo quando ci abbracciamo amate e fate quello che volete non aspettate tra miracoli e cose normali e canzoni che sono richiami richiami per gli esseri umani ci abbracciamo io e te e non sappiamo più in che epoca siamo quando ci abbracciamo cambieranno le mode, cambieranno i lavori, ti faremo sapere intanto puoi sorridere alle mille telecamere nuove installate alla stazione amate e fate quello che volete
 

CITTÀ APERTA

Quando ci siamo conosciuti era come se già conoscessi i miei segreti e i nostri maestri avevano gli stessi nomi di cantanti morti Sono passati gli anni quando dormi non stringi più i denti adesso i nostri maestri sono diversi dal primo bagno in mare all’ultimo bagno nel fiume non posso restare devo andare la mia vita è altrove grida una voce altissima dentro di me il tuo nome continui a fare del bene continui a farti del male Ma bastava stare assieme sui colli euganei e solo stare attenti ai cinghiali e alle stelle cadenti Stare attenti stare attenti Hai scritto mi affido a te Gesù a un incenso blu a un altare misto come nei templi indù c’è di tutto dentro tutto è sacro e il santo a Mysore sembrava un mangiatore di fuoco adesso ti chiamano professoressa non sei più la stessa ma fai ancora i bagni al fiume raccogli le pietre, i fiori e le piume Per dormire vuoi una registrazione delle onde del mare o quella di un temporale hai preso due lauree e altre strade ma bastava stare assieme sui colli euganei e solo stare attenti ai cinghiali e alle stelle cadenti Stare attenti stare attenti Il tuo cuore è senza confini coperchiato come Notredame a fuoco hai lasciato Parigi Parigi l’hai persa come nel 1940 l’hai lasciata alla Wermacht Parigi città aperta mi hai scritto ti vedo diventare padre e fare perdere le tue tracce ti vedo scrivere su un treno o in un bar cantando sottovoce e ancora agitarti cercando la pace per sempre agitarti cercando la pace Ma bastava stare assieme sui colli euganei e solo stare attenti ai cinghiali e alle stelle cadenti stare attenti stare attenti ci sarò sempre per te attraverso le ere cosmiche da una vita all’altra infrangendo leggi fisiche ci sarò sempre per te

PAESAGGIO DOPO LA BATTAGLIA

Italia in tangenziale alle sette di mattina verso l’America su una barca alla deriva o lì che aspetta appena fuori dalla chiesa Italia in fila indiana a fare la spesa scende dalla montagna senza divisa corre tra gli spari o in bicicletta tra le macchine in missione per una multinazionale Italia in rianimazione non riesce a respirare sotto la neve per chi suonano le campane sotto la macerie si sente ancora chiamare un nome Italia maledetta Italia benedetta Italia solitaria nel paesaggio dopo la battaglia Italia senza bandiere porti chiusi in mezzo al mare dietro un masso sempre pronta a resuscitare perché non riesce a dormire Italia mille governi mille profeti figli con i nomi di santi morti di fame tutti i poeti e quelli che non si sono mai inginocchiati Italia sotto cieli struggenti tra ristoranti e cuori sempre aperti Italia tra carceri affollati scavi interrotti concesse le visite ai parenti Italia benedetta Italia maledetta Italia solitaria nel paesaggio dopo la battaglia hanno trovato dei reperti non volevo svegliarti dove vedi ipermercati ci saranno deserti rose dei venti e noi sconfitti e contenti lunghi silenzi fino alle alpi terremoti mare calmo e tormenti poi sorriderti in mezzo ai templi sulla porta d’Europa rovinata dai decreti e dai venti finalmente rivederti Italia maledetta Italia benedetta Italia solitaria nel paesaggio dopo la battaglia

MEZZA NUDA

Hai provato a scappare volevi andare più lontano ma eri su un interregionale direzione Milano lì la gente per strada si affrettava spinta da un’ansia incomprensibile di arrivare a casa nella tua via c’è la statua illuminata della Vergine Maria il Padre il figlio lo spirito santo sul cavalcavia tra sacre scritture e fogli di via hai sentito la pace che esce dalle finestre di casa mia volevi respirare piano l’aria di Milano dove tutto è più incasinato tutto è più chiaro sei arrivata al capolinea come fossi sulla luna ti ricorderò così mezza nuda quella notte in Bovisa sotto una cattiva stella eri la più luminosa eri allegra quando sei andata via di casa senza chiedere scusa ti dovevi salvare quando hai deciso di lanciarti il mare si è aperto per lasciarti passare le leggi dell’universo non sono quelle di questa città non confondere le nostre brevi vite con l’eternità ricordi il piazzale dietro casa dove ballavi da sola il monumento ai caduti morti per noi sulla collina eri così magica e così insicura con una chitarra economica ti aprivi la gabbia toracica usciva la musica sembravi benedetta sembravi una tossica quando cantavi la città restava zitta ma poi ti ho visto sorridente sulla copertina di un giornale in radio in televisione ti ho sentito ti ho sentito cantare le leggi dell’universo non sono quelle di questa città non confondere le nostre illusioni con la felicità sei arrivata al capolinea come fossi sulla luna ti ricorderò così mezza nuda quella notte in Bovisa sotto una cattiva stella eri la più luminosa eri allegra quando sei andata via di casa ti dovevi salvare e il mare si è aperto per lasciarti passare le leggi dell’universo non sono quelle di questa città non confondere le nostre brevi vite con l’eternità

DUE ANIMALI IN UNA STANZA

Mi sono incastrato nei tuoi orecchini svegliato accanto a te che dormivi ti ho visto vestita bene vestita male e felice ho decifrato richieste criptate dal tono della tua voce e mi hai ascoltato quando stavo zitto dopo avere cantato in giro non voglio vedere più nessuno andiamo a sentire cos’ha da dire quella cascata fuori Milano mentre precipita nel lago superano i miei dubbi i tuoi capelli neri, diventati chiari i tuoi occhi sempre azzurri non si sa da chi li hai presi facciamo un safari senza prendere più aerei anche sul pianeta terra tutto cambia forse ci sarà una guerra per l’acqua ma noi due a dire ancora ancora ancora No non è più come prima evviva non è più come prima evviva come due animali in una stanza nella mia casa sommersa la tua valigia sempre pronta sulla porta aperta le mie cose con le tue cose le confondevi mentre me le tiravi poi sei tornata la qualità dell’aria è migliorata ma i miei spazi la mia libertà i tuoi progetti le tue priorità la mia follia rivendicata ti ritrovo nel letto addormentata anche sul pianeta terra tutto cambia forse ci sarà una guerra per l’aria ma noi due a dire ancora ancora ancora No non è più come prima evviva non è più come prima evviva no non è più come prima forse è ancora meglio di prima ancora ancora ancora ancora

ADRIATICO

Tra centinaia e centinaia di file sotto il sole ti riuscirò a ritrovare gridando il tuo nome in questo reame fatto con la sabbia portata qui con i camion dal fiume gli altri stanno per arrivare sono nel traffico fermi immobili lì a cantare che la nostra vita sia splendida come quest’acqua resti torbida resti torbida nel mare adriatico da ubriaco ti benedico nel mare
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