VASCO
BRONDI

DISCOGRAFIA · TESTI E TRACKLIST

COSTELLAZIONI

  1. La terra, l'Emilia, la luna
  2. Macbeth nella nebbia
  3. Le ragazze stanno bene
  4. I destini generali
  5. I Sonic Youth
  6. Firmamento
  7. Un bar sulla Via Lattea
  8. Ti vendi bene
  9. Una cosa spirituale
  10. Padre nostro dei satelliti
  11. Questo scontro tranquillo
  12. Punk sentimentale
  13. Blues del delta del Po
  14. Una guerra lampo pop
  15. 40 Km

La Terra l'Emilia la Luna

Madonna che silenzio che c’è stasera

sotto un cielo d’argento tra la ferrovia e la nuova moschea.

Da una macchina arriva della musica elettronica del Nord Africa,

io cerco un centro di gravità almeno momentanea.

La terra, l’Emilia, la Luna

io e te in un temporale interminabile in Sudamerica.

Sono come la Germania o come la Turchia o come la Grecia,

come una notte passata in strada o passata in webcam.

Sono un insieme di violenze e di speranze,

sono un rumore di scontri e di feste, di scontri e di feste.

Madonna che silenzio tra la luna e il nord Italia

tra una chiesa, un castello e una strada sterrata.

Da una finestra arriva della musica elettronica dell’Est Europa,

io cerco un centro di gravità almeno momentanea.

La Terra, l’Emilia, la Luna

io e te davanti al monumento dei cuori strappati appena fuori Cracovia.

Dammi solo quello che mi disorienta

una cantilena per quelli che dormono in macchina

e ci sia acqua per tutti quelli che come te vanno per deserti

per tutti quelli che sono morti come sono vissuti

felicemente felicemente felicemente e al di sopra dei loro mezzi

felicemente felicemente felicemente e al di sopra dei loro mezzi.

Questo scontro tranquillo

E a Milano non va, a Milano non va

sta a Piazzale Loreto.

È davvero così bello tutto questo disincanto, questo scontro tranquillo?

Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.

Ma ci sarò io, arriverò, felice da fare schifo

e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti,

tutti i tuoi pianti trattenuti.

E a Roma non va, anche a Roma non va

vive vicino a Ostiense.

È davvero così bello questo ironico distacco, questo scontro tranquillo?

Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.

Ma ci sarò io, arriverò, felice da fare schifo

e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti,

tutti i tuoi pianti trattenuti.

Ci sarò io, arriverò, felice da fare schifo

e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti

tutti i tuoi pianti trattenuti.

Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.

Non lo so, non lo so, non lo so, non lo so.

Luna di Milano dimmi tu,

parlami di tutti i miei amici, dei nostri sogni assurdi che si sono avverati.

Luna di Roma dimmi tu,

parlami delle canzoni che escono dagli edifici, dei nostri sogni assurdi che si sono avverati.

40 km

Cammina inciampando sulle radici,

perso sotto i lampi del Messico o negli eterni ritorni a casa dei suoi.

Senza volere raccogliamo le risonanze del nostro tempo dentro di noi,

così tanti desideri e pareri. Sorridi, fermati solo quando sanguini.

Cercasi persone con esperienza lavorativa tra Ferrara e la Luna,

cercasi esperti di marketing e cerco le coordinate nel cielo per ritrovarti

appena fuori città tra papaveri a perdita d’occhio,

camion che passano, due che si baciano sulla Bocca di nascosto,

un altro che parte con dietro la chitarra e il computer.

E se ne va in una città a quaranta chilometri

e se ne va in una città a venti chilometri

e se ne va in una città a settanta chilometri

e se ne va in una città a trenta chilometri.

Ci vediamo domani. Stessa pioggia stesso mare

e i sogni dei superstiti nella notte blu e piena di zanzare.

Stessi alberi che si muovono nel vento con un rumore di pioggia,

l’altro ieri una stella è morta con un’esplosione violenta.

Dopo di lui, più nessuno a correre con le braccia ad ali di gabbiano

ti troverò prima prima che faccia chiaro.

Faremo l’amore in scena e la gente penserà sia danza contemporanea

e poi via spariremo ai quaranta all’ora.

Di notte guardavano

la pianura nel buio aspettando un segnale

dalle loro vite adulte ancora lontane.

E se ne va in una città a quaranta chilometri

e se ne va in una città a venti chilometri

e se ne va in una città a settanta chilometri

e se ne va in una città a trenta chilometri.

Brillano le insegne che hanno perso delle lettere
cos’è la giovinezza in fondo cosa doveva essere

oltre a questa tremenda corsa in Ciao sotto la pioggia

al vento verso casa di qualcuno.

Brillano le finestre di alberghi senza stelle
che cos’è che tiene insieme il sistema solare e tutte ‘ste famiglie.
Qui dove anche le rondini si fermano il meno possibile,
qui dove tutto mi sembra indimenticabile.

Qui dove anche le rondini si fermano il meno possibile,

qui dove tutto mi sembra indimenticabile.

Una Guerra lampo pop

Come sempre sono tempi incerti
gli uffici trasparenti dei grattacieli più alti sono vuoti ma illuminati
i ragazzi trattengono i respiri e i battiti del cuore per non farsi sentire
vivono in mezzo ai campi dove non possono farsi del male
e lì da quelle colline guardano giù verso il paese
le case le discoteche e le chiese.
Dicono da qui tutto bene di quest’epoca non resteranno neanche delle belle rovine.
Dicono da qui tutto bene solo il presidente si chiede chi abbia autorizzato questo temporale.

Negli ex quartieri ricchi

un cielo grigio perla splende sugli alberi disposti in file a distanze regolari

i ragazzi per terra perdono sangue d’argento

se solo la rivoluzione d’ottobre fosse stata di marzo o di aprile

quando dalle colline guardavano giù verso il paese
le case le discoteche e le chiese.
E dicevano da qui tutto bene di quest’epoca non resteranno neanche delle belle rovine.
Dicevano da qui tutto bene solo il presidente si chiede chi abbia autorizzato questo temporale.

C’erano per terra i loro occhi bellissimi ma che funzionavano male,

c’era sempre lo stesso grande cielo in disordine indifferente sulla Capitale,

c’erano cose che si sentivano ancora in dovere di sognare

anche qui nell’impero del male minore,

c’erano le ultime farfalle bianche in formazioni compatte intorno a loro a volare,

c’era un pacifico jet in cielo verso nord e posti gratis dove lavorare,

c’erano ancora delle scritte colorate e incomprensibili sui muri

e c’era nell’aria ancora una traccia del loro amore feroce

anche se fecero un deserto e lo chiamarono pace

anche se fecero un deserto e lo chiamarono pace.

Blues del Delta del Po

Corrono sull’argine,

a novembre aspettano l’alluvione.

Piccole case, camion in cortile,

guardando l’acqua passare

ha capito che tutto andava bene che poteva partire

ha capito che tutto andava male che poteva partire.

Il nero non è l’unico colore del cielo

dov’è più chiaro c’è un ricordo preciso.

Si tenevano stretti in macchina nel vento del disgelo

facevano l’amore all’aperto nel sole di febbraio.

Tra i primi rapporti chiusi e negli ultimi bar aperti

un walzer degli sprecati, dei videopoker e dei paesi ormai disabitati.

Sabato sera sono a ballare sul fiume sulle frequenze basse,

sui sogni a occhi semichiusi, sulla scuola lasciata da anni,

sulla macchina nuova su quelle finite nei canali da decenni.

Lunedì qualcuno porta in paese i giornali qualcuno ancora l’eroina

c’è lei che quando ha avuto una bambina era anche lei una bambina.

Vuoi mettere amarsi in apecar sotto la luna,

vuoi mettere specchiarsi in un po’ di acqua chiara lasciata dalla piena.

L’unica via del paese è lunga trecento metri e azzurra dopo la pioggia,

tutti i gatti del delta e il santo protettore lo guardano come l’acqua passare.

Ha capito che tutto andava bene che poteva partire.

Ha capito che tutto andava male che poteva partire.

Ha capito che tutto andava bene che potevo partire.

Ha capito che tutto andava male che potevo partire.

Un Bar sulla Via Lattea

C’incontriamo all’incrocio della via
dove c’è la stella rossa dell’agenzia pubblicitaria
ci incrociamo ogni tanto in macchina sulla Via Lattea o era la Via Emilia
e tu dormivi per finta.
Ci incontriamo al terminal dove partono aerei per un pianeta senza acqua
e senza vita di provincia
eravamo quattro-cinque amici in un bar sulla Via Lattea o era la Via Emilia
e tu dormivi per terra.
Ci troviamo alla fine a piedi sotto il ponte di Calatrava
o dentro un’opera di architettura contemporanea
in una residenza d’artista o in una comunità di recupero
oppure in quella zona desertica della Corsica
in una notte limpida con molte più stelle di queste quattro-cinque
che dal finestrino mi seguono sempre.
in una notte limpida con molte più stelle di queste quattro-cinque
che dal finestrino mi seguono sempre.

Padre nostro dei satelliti

Ingegnere aerospaziale che sei nei cieli

dacci oggi le nostre linee internet

vite brevi e password indimenticabili.

Padre nostro dei satelliti e di tutti i dibattiti

non c’è niente che mi interessi di meno dell’opinione degli altri.

Santa Maria dei telegiornali in streaming e dei fiumi sacri di informazioni

hai visto gli infelici possono essere pericolosi.

Nostra signora dei naufragi e dei momenti irripetibili

e degli schermi accesi che colorano di azzurro gli interni degli appartamenti

sia fatta la tua volontà così in cielo come di sera nei bar del centro

prega per la fine della mia gioventù, forse resterà per l’eternità su youtube.

Dio Onnipotente dammi un lavoro qualunque

e una linea della vita bella e illeggibile.

Dio Onnipotente non mi proteggere da niente,

non mi proteggere da niente.

E sia fatta la tua volontà così in cielo come di notte nei bar centro

prega per la fine della mia gioventù forse resterà per l’eternità

in una foto digitale sfocata.

Sia fatta la tua volontà così in cielo come nelle risse nei bar centro

prega per la fine della mia gioventù forse resterà per l’eternità su youtube.

Firmamento

Vite stravolte, braccia ancora aperte, città da lasciare, i lineamenti cambiare

camminare nell’erba alta dietro la sala prove
cose da condividere, da vivere, da perdere
invisibili agli occhi inaccessibili al cuore.
Strade aperte e strade perse
Strade perse e strade aperte
Andrea sta bene non è niente non è niente.
Quando la pioggia diventa neve e la notte diventa niente
niente di niente davanti a te vieni ma c’è la luna piena nel piazzale dietro l’hotel
niente da fotografare poco dormire molto ridere
va tutto bene ma solo se è irraggiungibile.
Strade aperte e strade perse
strade perse e strade aperte
Andrea sta bene non è niente non è niente
Adesso vorrei che la pioggia non si fermasse mai.
Adesso vorrei che la pioggia non si fermasse mai.
Adesso vorrei che la pioggia non si fermasse mai.
Adesso vorrei che la pioggia non si fermasse mai.

Punk Sentimentale

C’era pieno di gente che esaminava il cielo

avevano sogni brevi in bianco e nero.

La tua casa l’ho rivista era un lampo bianco sporco vista dal treno

le ricostruzioni storiche erano con scarpe di cemento sul fondo del Tirreno.

L’amore si muove secondo un meccanismo simile a quello del mare,

strana questa cosa che respiriamo e poi smettiamo di respirare.

Fanno la danza gli acquazzoni

attorno al dito medio della borsa di Milano.

Hanno sogni lunghissimi e a colori

cantano l’inno e jingle pubblicitari toccandosi il posto convenzionale dei cuori.

L’amore si muove secondo un meccanismo simile a quello del mare,

strana questa cosa che respiriamo e poi smettiamo di respirare.

Strana anche l’intimità nell’età della tecnica

tre generazioni impreparate alla povertà.

Strane le economie emergenti, i miei divari interni,

strani anche i bancomat sfondati e i flussi migratori infiniti.

Strani i corsi serali, il peso dei desideri e sentirsi forti nei corridoi degli ospedali.

Strano questo cielo chiaro e le gradinate dello stadio che si riempiono piano piano

Strane stragi in medioriente, riunioni di terroristi, riunioni di dirigenti,

strane discussioni politiche costanti

e il rapido declino dei calciatori e dell’occidente.

Strano esultare quando la costa scompare,

strane vite moderne con risorse limitate, voglie sconfinate, necessità infinite.

Strane ancora a casa mia le cose tue

sapessi com’è strano sentirsi innamorati a Milano 2

sapessi com’è strano sentirsi innamorati a Milano 2.

Una Cosa Spirituale

Mi hai confermato che a volte dormite assieme
che hai delle piccole perdite di sangue
e un braccialetto di conchiglie senza valore
per te più che altro è una cosa spirituale, è una cosa spirituale.

Com’è difficile tenersi uniti
apri la cronologia degli ultimi anni
chiama i tuoi santi specializzati in cuori in fiamme,
in macchine veloci e in post-punk inglese.

Stavi tre giorni da tua madre e tre giorni da tuo padre
e adesso che non lavori potrai dormire quanto ti pare.

Mi hai confermato che a volte dormite assieme
che dove ti sei trasferita non c’è molta gente
più che altro molti insetti con una vita inspiegabile
e se ti tagliassero a pezzetti il vento il vento li disperderebbe.

Ti ricordi quando il vento ci urlava contro
ti ricordi quando il vento ci ha tolto il respiro.

Com’è difficile tenersi uniti
sei da qualche parte ad abbracciare gli alberi
chiama i tuoi santi esperti in comunicazione, in cuori aperti,
in film di Antonioni, in macchine veloci e in post-punk inglese.

I tuoi discorsi me li lego ai polsi, me li lego ai polsi, faccio dei braccialetti.
I tuoi discorsi me li lego ai polsi, me li lego ai polsi, faccio dei braccialetti.

Ti Vendi Bene

I ragazzi si erano dispersi nella notte fredda,

questa volta il somigliare agli altri non la salva.

I ragazzi si erano dispersi nella notte fredda,

questa volta il somigliare agli altri non le basta.

Bandiera rossa sventolerà ma solo sulla costa del mare in tempesta,

qualcuno gridava “La luna al popolo”

poi la mattina fa il rumore di una saracinesca che si alza.

E Debussy è caduto nella Senna.

Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?

Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?

È una giornata fredda e luminosa

l’importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa.

È una notte buia e meravigliosa

L’importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa.

Una nuova ondata di freddo è attesa

in questa strada che ha il nome di una santa

e in questo aprile che sembra novembre.

Ridono contemporaneamente in due zone diverse

piangono contemporaneamente ma in due zone diverse

e ridono contemporaneamente in due zone diverse

piangono contemporaneamente ma in due zone diverse.

Tre operai, quattro camerieri, cinque studenti, sei nullafacenti,

tra aspirazioni, delusioni e un grande amore qualsiasi.

In terra di santi, di poeti, di navigatori satellitari, di fiori solo dai fiorai.

Goodbye new economy goodbye, goodbye new economy goodbye.

Sei hai una discoteca vuota nell’anima

se senza paura cammini di notte sul ciglio di una strada

bella come una grande città quando la gente è addormentata

agitata come la bandiera scolorita di chi in qualche modo ce la farà

immenso smarrimento immensa libertà.

Bandiera rossa trionferà ma solo sulla costa del mare in tempesta.

Qualcuno gridava “La luna al popolo”

poi la sera fa il rumore di una saracinesca che si abbassa.

E Mozart è a letto con la febbre alta.

Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?

Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?

Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?

Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?

I Sonic Youth

Adesso si vedono bene i limiti di questo posto, dell’infinito

frammenti di un discorso che finisce prendendo un aereo.

C’è un deserto e accanto c’è un campo di calcio regolamentare

non c’è bisogno di stelle luminose per riconoscere il nord.

Nel deserto fiorirò e all’alba, all’alba mi alzerò, per andare al lavoro.

Possano questi pianti rompere le dighe

arriverà un ciclone forse ci lascerà stare.

Puoi rispiegarmi il perché delle maree, delle colline bucate per fare gallerie

per farmi andare via.

Via per lavorare, via per migliorare i tempi,

via ma continuare a misurare la distanza dei pianeti da te.

- Pensa ai giorni sacri che abbiamo passato assieme e a questi giorni invece davanti a te come dei rettilinei.

- Pensa a tutti i pianeti raggiungibili da qui, pensa che casino gli ultimi dieci secondi di Murray Street.

Possano questi lampi illuminare la fine

arriverà un altro ciclone forse ci lascerà stare

C’era un rumore in lontananza ma eri tu che ascoltavi i Sonic Youth

che ascoltavi i Sonic Youth.

C’era un rumore in lontananza ma eri tu che ascoltavi gli Smiths e i Sonic Youth.

C’era un rumore in lontananza solo tu ascoltavi i Sonic Youth

in quel paesino del sud.

I Destini Generali

Luminosa natura morta con ragazza al computer

poverissima patria

arriva arriva la deriva economica.

Luminosa natura morta con ragazza al computer

poverissima patria

arriva arriva la deriva economica.

Le stelle cadendo cercano il tuo volto

cadendo ventimila leghe sotto il mare adriatico

cadendo dopo gli ultimi anni di scioperi senza nessun risultato.

È solo un momento di crisi di passaggio che io e il mondo stiamo attraversando

È solo un momento di crisi di passaggio che io e il mondo stiamo superando

La luna sui sentieri sui destini generali

sui ragazzi che giocano a calcio nei penitenziari.

Le stelle sui viali sulle offerte speciali

sulle ragazze che cantano nella notte verso i militari.

Le parole di quel giorno mentre ti spogliavi in mezzo ai campi

saranno argomenti più memorabili dei nostri lunghi abbracci

nella calma che hanno a notte fonda i viali di Bologna

Luminosa natura morta con ragazza al computer

poverissima patria

evviva evviva la deriva economica.

Luminosa natura morta con ragazza al computer

poverissima patria

evviva evviva la deriva economica.

Le ragazze stanno bene

Mezzanotte e i passanti si tengono a distanza

Chiara aspetta con le quattro frecce

Sara che aspetta di cadere incendiando il cielo come un meteorite.

E pensa: sei più bella adesso mentre sfiorisci,

sei come i fondali oceanici che resteranno sconosciuti,

di ritorno dai tuoi viaggi di quattro anni.

Pensa: Guarda qui ci sono tutti i miei punti deboli,

guardami mi lascio dietro degli spazi bianchi.

Forse si trattava di accettare la vita come una festa,

come ha visto in certi posti dell’Africa.

Forse si tratta di affrontare quello che verrà

come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà.

Nonostante il flusso costante di gente senza lavoro

di compro oro compro oro

respirando lentamente Chiara celebra la sensazione

della primavera finalmente in arrivo e del suo treno al binario uno.

E pensa: Sara sei ancora più bella la sera quando sei stanchissima,

sei ancora nella mia memoria interna,

sei l’interpretazione dei sogni che non riesco a ricordarmi.

Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra

e di mettersi a ballare fuori dai bar come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.

Forse si tratta di fabbricare quello che verrà

con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa.

Ma poi Sara stava pensando ad altri volti di ragazzini morti a Caserta,

ancora all’interpretazione dei sogni, ai rumori di fondo e

alla magia che tutto sia senza senso.

E adesso dal loro osservatorio astronomico su una scala antincendio

Chiara le ha detto che è pulita che ha smesso

non c’è alternativa al futuro.

Rientrano in casa e appena dentro si sentono benissimo i rumori e le voci degli altri appartamenti ma è tutto perfetto, è tutto perfetto.

Forse si trattava di accettare la vita come una festa,

come ha visto in certi posti dell’Africa.

Forse si tratta di affrontare quello che verrà

come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà.

Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra

e di mettersi a ballare fuori dai bar come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.

Forse si tratta di fabbricare quello che verrà

con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa.

E padre eterno che sei così reazionario, che dal finestrino atterrando guardi Venezia dall’alto, hai visto il loro non era un amore poi tanto diverso.

Macbeth nella nebbia

Fino a trent’anni avevi gli occhi verdi,
delle ali trasparenti, padri e madri interiori che ti riempivano di voci.
Adesso hai finito i soldi passano altri inverni
invecchiano anche i musicisti anche i tempi postmoderni.
Questa forse è finalmente la notte dei tempi, dei tempi dispari

o quella notte dei quattro quarti di Berlino del Bargheim.

Inutile inutile proteggersi dai venti forti, dai migliori anni.

Qui sono le undici
ci sono meno tre gradi
chiamami quando puoi.

Ma non era non era

non era per te

aspettare la notte

aspettare la notte.

Fino a trent’anni avevi gli occhi verdi,
adesso sono ancora più belli.
Adesso che hai conquistato l’Inghilterra e una piccola parte di te stessa
e niente dipende dall’allineamento dei pianeti
adesso che voli nella nebbia e nell’aria sporca come Macbeth
e niente può salvarti e niente può raggiungerti.
Negli occhi ci sono degli incendi

qualcosa è riuscito a cambiarti

adesso che voli sui ghiacciai sulle città sui deserti

ti accorgi che nel disastro il futuro era sempre lì a sorriderci

nel disastro il futuro era sempre lì a sorriderci.

Ma non era non era

non era per te

aspettare la notte

aspettare la notte.

Ma non era non era

non era per te

aspettare la notte

aspettare la notte.

Ma non era non era

non era per te

aspettare la notte


aspettare la notte.

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